Claudio ed il "viaggio" della sua vita
Due chiacchiere e un caffè

Claudio ed il “viaggio” della sua vita

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21/04/2020

Oggi ho il piacere di ospitare Claudio Giordana nel mio sofà di “Due chiacchiere ed un caffè”.

Claudio ci parlerà di un viaggio speciale. Non parleremo di destinazioni ma di un viaggio, quello della sua vita che lo ha cambiato nel corpo e nella mente.

Sono molto onorata di chiacchierare con lui perché Claudio è una persona eccezionale che riesce a trasmetterti la sua positività ed la gioia di vivere nonostante tutto… ma non vi voglio svelare nulla di questa bella intervista che, sono certa ci regalerà momenti di intense e profonde riflessioni.

Grazie Claudio per aver accettato il mio invito… rompiamo il ghiaccio, dicci qualcosa di te.

Ho 42 anni e nove mesi, abito a Torino e per natura ritengo di essere una persona curiosa di agire e sperimentare.

Amo davvero molto la vita e di conseguenza adoro confrontarmi con il prossimo sia esso un cliente, un amico, un’amica o un semplice passante.

Quando hai scoperto di essere malato, qual è stata la tua reazione cosa hai pensato?

Ben nove fa, un valido Dottore dell’Ospedale le Molinette di Torino mi diede la diagnosi: Sclerosi Laterale Primaria.

Ricordo che la notizia mi toccò davvero poco e questo a tal punto che il Medico mi disse: “ ha compreso bene quale malattia l’ha colpita?”. Io risposi: “Sì, certo! La ringrazio”.

Nei fatti ero – anche se in maniera ancora inconsapevole – proiettato nella fase successiva: smontare un progetto di Vita e crearne – ove possibile- uno nuovo.

Com’è cambiato il tuo modo di viaggiare da quando hai scoperto di avere la malattia?

E’ cambiato davvero molto. A livello pratico ogni viaggio è un’incognita perchè la mia condizione fisica è davvero molto variabile per essere prevista e così, quando viaggio uso la sedia a rotelle che mi permette al bisogno di sedermi e superare così i momenti di difficoltà fisica.

Che cosa consiglieresti a coloro che soffrono di malattie neurologiche e volessero intraprendere un viaggio?

Di pianificare attentamente il Viaggio (hotel, trasporti, località da visitare e molto altro), di scegliere un buon compagno di Viaggio che ci possa aiutare nei possibili momenti di difficoltà ma soprattutto di utilizzare gli ausili siano essi un semplice bastone, un deambulatore o una sedia a rotelle: nel Mondo la Magia è sparsa ovunque, bisogna andarla a cercare.

Il tuo prossimo viaggio, dove vorresti andare?

Vista la situazione contingente legata al Covid-19 la mia prima meta sarà Napoli: prima tappa andare a prendere un BUON caffè da Gambrinus nei pressi di Piazza Piazza Trieste e Trento.

Qual è stato il viaggio più bello che hai fatto?

Nel 2015, già malato, sono andato in Bretagna.

Un viaggio itinerante fatto di moltissimi chilometri percorsi in auto, spiagge pressoché deserte, paesaggi morbidi alternati a luoghi davvero ostili, cene consumate nei pochi locali che chiudevano alle 20.00 – 20.30 e poi Lui, Sua Maestà l’Oceano.

Cosa hai scoperto durante questo viaggio?

Ho scoperto, anzi riscoperto i Fari.

Fari solidamente adagiati su rocce che, incuranti delle fredde acque, divengono punti di riferimento per le navi ed i navigatori.

Un faro visitato da Claudio durante un suo viaggio in Bretagna

Quali le maggiori difficoltà che hai affrontato?

In verità nel corso di questo viaggio o di altri viaggi ho sempre avuto pochi contrattempi e difficoltà. Certo poi in questi anni di viaggiare ho rischiato di perdere un volo, sono andato in panico per le difficoltà ad orientarmi negli infiniti aeroporti di Londra, mi sono dovuto adattare a sistemazioni per la notte a dir poco improbabili ma nulla di eccezionale.

La Vera ed Enorme difficoltà è stata trovare il coraggio di uscire di casa e camminare nonostante gambe incerte e cadute improvvise, cadute non sempre senza conseguenze: ma questa è un’altra storia di Vita.

Quando hai intrapreso un viaggio hai trovato più disponibilità o chiusura da parte delle persone?

Fatico a rispondere a questa domanda: di certo le strutture (alberghi o privati) presso le quali mi sono recato sono più “attente” a me rispetto a prima di ammalarmi.

Di certo ho riscontrato molta umanità e quando mi sono trovato in difficoltà sono sempre stato aiutato. Unico aspetto negativo è che – confrontandomi con molte persone – percepisco un certo imbarazzo nel dover aver a che fare con me o – cosa ancor più bizzarra – riscontro un certo grado di “mitizzazione” del viaggiare utilizzando degli ausili, ma questo credo sia legato ad una mentalità che deve ancora mutare e che – certamente – muterà nel tempo.

Hai viaggiato molto in Italia, com’è la situazione in termini di accessibilità?

Discreta anche se non ottimale. Negli spostamenti a breve-medio raggio utilizzo molto il treno e posso dire di essermi trovato sempre bene.

Il grande limite sono le tante, troppe barriere architettoniche presenti nelle città ed in molte strutture ricettive.

Su questo non esiste – nei fatti – una vera programmazione tesa alla completa eliminazione delle barriere architettoniche e così capita di entrare in locali o strutture di recentissima costruzione non ancora allineati alle più basilari delle regole, un esempio non avere gradini.

Com’è cambiata la tua vita da quando hai scoperto di essere affetto dalla Sclerosi Laterale Primaria?

La Sclerosi Laterale Primaria è una malattia neurologica davvero complessa che può provocare una progressiva paralisi del corpo.

Nel mio caso i distretti interessati sono gambe, centro della parola, deglutizione ed in parte apparato respiratorio.

Racconto questo per spiegare che l’aver compreso di essere affetto da una patologia neurologica mi ha portato a compiere l’ unica scelta che al tempo (e tutt’oggi) ho ritenuto sensata: ovvero lasciare tutto quanto costruito e ripartire da zero in tutti gli ambiti partendo dalla casa, passando dalle relazioni sociali e finendo al piano lavorativo.

A distanza di nove anni confesso di essere felice di tale scelta: alcuni eventi creano delle fratture così profonde nel nostro percorso di vita che l’ unica via da percorrere sia – credo io- quella di costruire un nuovo progetto di vita partendo dalle esperienze pregresse ed utilizzando un sano spirito critico.

Tornare a vivere “come prima” credo non sia possibile ma costruire un nuovo quotidiano è alla portata dei più, anche a persone poco illuminate come il sottoscritto.

Qual è stata la qualità del tuo carattere che ti ha aiutato per affrontare un viaggio?

Sono curioso, dannatamente curioso, attratto dal conoscere e dal comprendere. Queste due caratteristiche rendono ogni viaggio una piccola, grande avventura.

Cosa rappresenta il viaggio per te?

E’ uno dei modi che ho per (ri)trovare la magia che qua e là è sparsa in ogni dove, in ogni incontro ed in ogni paesaggio.

Se mi sveglio con il desiderio di scorgere la magia anche il semplice camminare intorno a casa mia può divenire un viaggio.

Inoltre viaggiare mi permette di mettere a nudo tutti i limiti fisici e questo mi permette sia di creare le condizioni per cercare di superarli che rinforzare in me il mio più grande progetto di Vita, guarire.

Cosa significa viaggiare con la Sclerosi Laterale Primaria?

I tanti limiti fisici mi impediscono – anche per buon senso e prudenza – di viaggiare da solo, di dover programmare attentamente gli spostamenti ed ancora di aver sempre pronto un “Piano B” o perchè no anche un “Piano C”. 

Come fai a essere così solare?

Grazie al percorso di vita che ho compiuto.

Ho dovuto, per mera questione di sopravvivenza, scegliere quale bagaglio portare con me.

Ho così compreso che viaggiare leggeri risulta essere la migliore delle scelte.

Scoprire che esisteva Claudio, cercare e prendermi cura della mia anima sono la via per rinunciare a cose a cui – prima di ammalarmi – davo troppo peso.

La serenità – l’ho compreso da poco – è racchiusa non in specifiche azioni o situazioni ma può divenire una costante sulla quale fondare il quotidiano.

Ed in questo mi aiuta molto l’essere sempre meno ancorato al mondo delle cose, cose (lavoro, carriera, etc. ) ed il rivolgermi al mondo dell’Io dentro di me e dentro ognuno di Noi.

Cosa ti ha insegnato la tua malattia?

La malattia mi ha permesso – e lo affermo con piena consapevolezza – di scoprire di essere vivo, mi spiego meglio.

Avere obiettivi lavorativi, scegliere di emergere tra gli altri ed ancora costruire relazioni affettive sono cose che ognuno di Voi deve o almeno dovrebbe perseguire ma – e qui è stato il mio inconsapevole errore – se per fare tutto questo si perde di vista noi stessi si rischia di vanificare la vita.

Su questo argomento potrei scrivere pagine e pagine di pensieri ma – se tutto – ci tengo ad osservare che lo scoprire di essere malato ha reso evidente quanto tutto sia meravigliosamente in un precario equilibrio ed ancora che il tempo a mia disposizione è e sarà sempre poco e dunque devo utilizzarlo al meglio.

Concetti semplici, quasi banali ma che non sempre ho avuto ben chiari.

A margine ringrazio te Debora per avermi permesso di mettere in bella alcuni miei pensieri: Grazie davvero! Buona Vita a te ed a chi leggerà questi miei appunti di Viaggio 🙂

Grazie a te Claudio per le perle di saggezza che ci hai regalato. A me ha colpito tanto quella in cui fa riferimento alla magia, bellissima. 

Vi è piaciuta questa chiacchiera? Lasciatemi un vostro commento… le vostre corde dell’anima hanno vibrato? 

Vuoi leggere altre interessanti chiacchierate, vieni con me partiamo per il Zimbabwe con Gianni Bauce, la sua vita e il “suo” Zimbabwe

 

 

 

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