Cabo de la Vela
Colombia

La Guajira scoprire la remota Cabo de la Vela

on
14/07/2019

Un viaggio nella remota Guajira per scoprire l’affascinante Cabo de la Vela un “non luogo” dove è facile smarrire la concezione del tempo e dello spazio.

Adoro la Colombia.E’ un paese bellissimo.

Mi ha regalato esperienze ed emozioni indelebili coinvolgendo tutti i miei sensi.

Ho ascoltato la voce del mare, respirato l’aroma intenso del caffè, gustato succhi di frutta tropicale dal sapore paradisiaco e visto volteggiare i mantelli dai mille colori degli indigeni Wayuu in Guajira.

La Guajira un luogo di indescrivibile bellezza,la cui vista mi ha fatto sentire come una bimba elettrizzata al luna park in preda ad un vortice di emozioni.

Deserto Guajira

Oggi vi porto in Guajira, a Cabo de la Vela,un angolo remoto della Colombia custode di grandi meraviglie.

Una penisola semi-desertica, difficile da raggiungere perché per arrivare devi mettere in conto tanta polvere,caldo e ore di viaggio.

La scoperta di questa terra splendida inizia ad Uribia detta la capitale indigena dell’etnia Wayuu.

Una comunità che vive,anzi sopravvive con la pesca e la tessitura.

Tante sono le cause che hanno ridotto questo popolo all’indigenza.

Una di queste è lo sfruttamento di alcune multinazionali del settore della  più grande miniera di carbone del mondo.

Questa situazione ha causato danni irreparabili all’ambiente e alla comunità Wajuu. 

Trascorriamo la notte ad Uribia.

Qui non si ferma quasi nessuno.

Ad Uribia non ci sono locali dove cenare,non c’è illuminazione pubblica e la gente,seppur gentile,ti guarda come un extraterrestre.

Molti,infatti raggiungono la Guajira direttamente da Riochacha.

Organizzare la partenza da Uribia è stata un’avventura, così come tutto il viaggio.

Dal nostro alloggio dove trascorriamo una notte,l ‘indomani montiamo su un trabiccolo.

Una sorta di bici a cui è attaccata una panca e così traballando e sbandando arriviamo ad un quadrivio.

Lì si aspetta che un fuoristrada dell’anteguerra parta.

Cerco di capire quando si partirà ma capisco che è inutile perché loro con il solito calore ed allegria si fanno una risata e mi fanno capire che ci sarà tanto da aspettare.

All'incrocio di Uribia per partire per Cabo de la Vela in Guajira

Quanto? Appena si sarà riempito.

Finalmente siamo pronti ad affrontare una strada, se così posso chiamarla, piena di buche e fossi.

Quanta polvere e caldo!

L’idea di trovarmi in pieno deserto senza sapere cosa mi aspetta mi elettrizza.

Tips: per i meno avventurosi, esistono agenzie che organizzano tour con fuoristrada comodi ed aria condizionata.

Ma sappiate che non troverete alberghi a 4 stelle o wi fi in camera.E’ un viaggio spartano.Ho letto buone recensioni della Kaitravel.

Ma la fatica è ricompensata da un paesaggio straordinario:un “mare”di sabbia desertica dorata puntellato da secolari cactus vira repentivamente per svelare ai miei occhi il blu intenso del mare cristallino.

Stremati arriviamo a Cabo de la Vela.

Cabo de la Vela è solo una via polverosa con qualche negozietto e posti improvvisati dove cenare e dormire.

A  Cabo de la Vela, l’atmosfera è quasi surreale.

Questo è un luogo sospeso nel tempo.

Si respira pace,hai la sensazione di essere parte dell’universo,della madre terra.

Il fuoristrada si ferma per far scendere altri temerari e noi procediamo verso il nostro alloggio.

Una struttura spartana con capanne in legno ed amache immerso in un paesaggio unico immerso nel silenzio.Solo il dolce suono del vento come colonna sonora del nostro soggiorno.

Ci godiamo un tramonto spettacolare e gironzoliamo per la spiaggia.

Incontriamo donne Wayuu che con pazienza tessono le Mochila,coloratissime borse tessute a mano.

Narra la leggenda che sia stato un ragno ad insegnare loro la tecnica della lavorazione a mano.

Tips:comprate le Mochila qui.

In questo modo aiuterete questa comunità che vive in condizioni drammatiche e non contrattate sul prezzo. Per loro un dollaro in più è tanto per noi occidentali è nulla.

E’ scesa l’oscurità ceniamo a luce di candela.Un pasto semplice ma gustosissimo a base di pesce e riso.

L’indomani ci aspetta Punta Gallinas con le Dune Taracoa.

Ma quando si viaggia “self made” gli imprevisti sono messi in conto.

Siamo rimaste ad aspettare sotto un manto di stelle dalle 4 fino alle 6.30 fino all’alba.

Del transfer concordato non si è mai avuto notizia,probabilmente non ci siamo compresi.

I

ll sole è già alto e dopo un veloce confronto decidiamo di lasciare la Guajira,pronti ad affrontare un’altra avventura.

Certamente ci ritornerò.

Questo posto mi ha stregato.

Buono a sapersi

Dove dormire

A Cabo de la Vela le sistemazioni sono spartane.Bisogna possedere una buona dose di adattamento.Ci sono alloggi con cabane e chinchorro (amache)
Noi abbiamo dormito in cabana alla Rancheria Utta.

Bisogna convivere con gli insetti ma si mangia bene e la posizione sulla spiaggia è magica.

Questo racconto vi ha incuriosito?Vi affascina questo luogo?Ci siete mai stati?

Lasciatemi un vostro commento

TAGS
RELATED POSTS
2 Comments
  1. Rispondi

    unasicilianaincucina

    16/07/2019

    Io sono siciliana come te e amo come te il viaggio anche se spesso viaggio in moto con il mio compagno, quello che hai descritto nel post è sicuramente un posto affascinante anche se richiede molto spirito di adattamento ma io sono una persona avventurosa quindi potrei sicuramente visitarlo

    • Rispondi

      Deb di Valentino

      16/07/2019

      Abbiamo tante cose in comune….adoro anche mangiare.Ti seguirò 🙂
      Ho conosciuto lì dei rafazzi che erano in moto…..sì è molto impegnativo ma si può fare.
      Spero che lo farai perchè è un posto magico.

LEAVE A COMMENT

Italia

Siciliana, viaggiatrice per passione, lettrice instancabile, amante degli animali. Superati gli “anta” già da un po’ mi piace ancora giocare. Balocchi preferiti: un taccuino per annotare tutti i miei vagabondaggi, una macchina fotografica per i miei scatti insoliti e un vecchio zaino azzurro e giallo compagno fedele di tutte le mie esplorazioni intorno al mondo.

Seguimi su Facebook
Archivi