Ingresso del Belice, Stella di Consagra a Gibellina
Sicilia

Cosa vedere a Gibellina e dintorni in un giorno tra arte e storia

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04/10/2021

Cosa vedere a Gibellina in un giorno, un mini itinerario nel cuore del Belice tra borghi fantasma e luoghi d’ arte .

Confesso non conoscevo Gibellina, riflettendo, penso che sia assurdo.

Conosco il Laos, la Colombia e tanti altri luoghi lontani anni luce dalla mia terra e non ero mai stata a Gibellina, un piccolo paese del Belice, in provincia di Trapani tristemente noto per il terremoto del 68. 

Dovevo assolutamente recuperare e così è stato.

Finalmente vi posso raccontare  cosa vedere a Gibellina ed il perchè merita assolutamente una visita.

Arrivata a Gibellina colpisce l’atmosfera surreale che si respira, impressionante è il silenzio che avvolge questo piccolo paese già abbandonato da tanti dopo il terremoto oggi mi raccontano che si sta lentamente svuotando.

Oggi ci abitano solo 4000 persone, case chiuse, balconi vuoti, poche tracce di attività umane. Cosa vedere allora a Gibellina? Che ci faccio qui? Piano piano la sorpresa, tante opere d’arte a cielo aperto.

Questa è Gibellina, un paese, a mio avviso dalle forti contraddizioni , un luogo dalle forti potenzialità che rischia se non adeguatamente attenzionato dalle istituzioni di cadere nuovamente nel dimenticatoi.

Le istituzioni devono impiegare risorse ed impegnarsi economicamente e noi visitare raccontare e promuovere la singolarità e la bellezza architettonica di questo piccolo luogo d’arte.

La storia di Gibellina

Nella notte del 15 gennaio 1968, la Valle del Belice fu colpita da un terremoto di magnitudo 6.4 , Gibellina, l’epicentro, insieme a  Poggioreale, Salaparuta e Montevago furono rase al suolo.

Lo stato si trovò impreparato a gestire questa terribile emergenza, non esisteva ancora la Protezione civile e gli aiuti risultarono disorganizzati e poco efficaci.

Si opto quindi ad una soluzione che, allora sembrò migliore, fornire ai sopravvissuti un passaporto ed un biglietto di sola andata per qualsiasi paese.

Gibellina si svuotò e cadde nell’ oblio.

La rinascita di Gibellina

Gibellina come luogo d’arte e non solo di dolore e sofferenza si deve ad un uomo illuminato, Ludovico Corrao .

Sindaco di Gibellina dal 68 al 2001, Corrao era un liberale e progressista.

Negli anni 70 difese – era un avvocato- Franca Viola, una donna di Alcamo che, per la prima volta si ribellò ad un matrimonio riparatore con l’uomo che l’aveva violentata.

Corrao era un visionario, un eccentrico che amava l’arte. Gibellina doveva rinascere e diventare un centro d’arte e cultura.

Era il suo progetto, il suo sogno, così lancio  un appello agli artisti invitandoli a Gibellina per progettare e creare arte.

Molti risposero all ‘invito di Corrao creando opere d’arte contemporanea che installarono in tutto il paese.

Cosa vedere a Gibellina

Museo d’Arte Contemporanea

Aperto nel 1980 per volontà di Corrao, il Museo d’Arte Contemporanea è assolutamente un luogo da vedere.

La visita di questo museo è molto interessante non soltanto per le opere d’arte contemporanea custodite ma anche per conoscere la storia di Gibellina, dalle sue origini fino alla ricostruzione.

Un vero tuffo in un pezzo di storia contemporanea del nostro paese.

Dove: Via Segesta, 1.

Costo del biglietto: 7 €. Per maggiori informazioni consultate il sito del Museo d’Arte Contemporanea.

Dove mangiare: per un break veloce fermatevi al Moma Cafè mentre per un pranzo a La Massara.

Tour tra le opere d’arte di Gibellina

Gibellina nuova è un vero e proprio museo a cielo aperto. Disseminata di opere d’arte create dagli artisti che  sensibilizzati da Corrao decisero di regalare la loro creatività per favorire la rinascita di un paese devastato dal terremoto.

Fate un giro alla scoperta di queste installazioni, perdetevi tra le sensazioni ed emozioni che vi susciteranno.

Tra le opere più importanti la  Stella d’ingresso al Belice o porta del Belice, un’installazione in acciaio inox di Pietro  strada che conduce alla città di Gibellina Nuova.

Installazione d'arte moderna a Gibellina

Opera d'arte cin installazione pittorica a Gibellina

Museo delle Trame Mediterranee

Sede del Museo nato nel 1996 per volontà del sindaco Corrao è il Baglio Di Stefano, una vecchia masseria oggi di proprietà del comune di Gibellina.

Quando si entra nel baglio non si può rimanere indifferenti alla Montagna di sale, un’installazione permanente dell’artista Mimmo Paladino creata nel 1990 come scenografia nel 1990 per “La Sposa di Messina” di Friedrich Schiller.

Opera creata in  cemento, vetroresina e pietrisco, la montagna di sale  “ospita” trenta cavalli in legno.

Monumentale, assolutamente da vedere!

La montagna di sale di Mimmo Paladino

Il Museo rappresenta attraverso l’esposizione di oggetti, reperti archeologici e manufatti l’armonia e la continuità dei popoli del Mediterraneo.

Quello che più colpisce – almeno a me – è l’esposizione di opere d’arte contemporanee nel vecchio granaio realizzata in modo da far vivere al visitatore attraverso un gioco di luci e suoni un’esperienza sensoriale.

Il Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina

Dove: Località Baglio di Stefano, 1.

Come arrivare: superata la Stella del Consagra si gira a destra e si raggiunge il Museo.

Costo del biglietto: 5€

Cretto di Burri

Il Cretto di Gibellina è un’opera creata dall’artista Alberto Burri su quella che un tempo era la vecchia Gibellina cancellata dalle carte geografiche dal violento terremoto del 68.

L’opera, un enorme colata bianca di cemento e macerie “sopravvissute” al terremoto  ha una potente forza evocativa.

Non si può definire, a mio avviso bella ma percorrere e perdersi tra le faglie che rappresentano le vecchie strade del paese è un’esperienza intensa che lascia una sensazione di impotenza e dolore.

Il Cretto di Burri, Gibellina

La mia personale riflessione: noi esseri umani non siamo nulla, siamo solo ospiti di questo pianeta che può decidere in qualsiasi momento di cacciarci dalla sua casa. Riflettiamo!

Come arrivare: non esistono mezzi pubblici, è necessario avere l’auto.

Come arrivare: da Palermo ( 1h e 10 min circa): prendere la A29 direzione Mazara del Vallo, raggiungere il Comune di Santa Ninfa e proseguire lungo la SS119.

Da Trapani: sempre la A29 ma direzione Palermo, raggiungere il Comune di Santa Ninfa e proseguire lungo la SS119.

La segnaletica e le strade non sono tra le migliori, fate attenzione.

L’ ingresso è gratuito.

Se questo racconto su Gibellina vi è piaciuto, non andate via rovistate nei cassetti del mio blog per scoprire la mia Sicilia o i miei vagabondaggi trai paesi di tutto il mondo.

Leggi anche: Cosa fare nella magica Filicudi

Graditi i vostri commenti 🙂

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