Asia Laos

Itinerario di due settimane in Laos

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24/05/2019

Luoghi imperdibili,come spostarsi,dove dormire ed alcune dritte per organizzare un viaggio di due settimane in Laos.

Prima di raccontarvi il mio viaggio devo confessare.

Non avevo nessuna curiosità pr il Laos.Io volevo visitare il Myanmar.

Le mie compagne di viaggio,invece,erano di un’idea diversa….Laos,Laos e Laos.

Ho messo in campo tutte le mie armi di persuasione ma,alla fine,mi sono arresa.

In democrazia la maggioranza vince.E Laos sia.

Organizzare un viaggio in Laos non è stato semplice, probabilmente, perché non è ancora,fortunatamente,una meta scelta da molti turisti.

Ho avuto,infatti,parecchie difficoltà a reperire fonti per pianificare questo viaggio.

I blog che raccontano del Laos sono veramente pochi.

Ho deciso,quindi di scrivere la mia esperienza in un post pratico ricco di consigli e suggerimenti condividendo tutte le informazioni che avrei voluto reperire con facilità prima della mia partenza.

ITINERARIO

Due giorni a Luang Prabang, fascino sospeso nel tempo

Antica capitale del Laos,Patrimonio dell’Umanità, Luang Prabang è una città visitabile,compreso le escursioni nei dintorni,in un paio di giorni.

Freschi e riposati dopo circa 22 ore di viaggio depositati i bagagli in hotel,ci siamo buttati all’esplorazione di Luang Prabang.

Percorrendo la sua via centrale siamo riusciti a visitare in breve tempo i suoi bellissimi templi come il Tempio Xieng Thong ,non trascurando anche quelli più nascosti.

Il suo mercato che si anima nel tardo pomeriggio,il ponte di bambooo ed il Palazzo Reale.In cima al Phousi,una collina da cui si domina la città non ci siamo salite.

Abbiamo optato un vigoroso massaggio Tao ai 300 gradini da salire.

Il ponte di bamboo di Luang Prabang

Quello che mi è rimasto più impresso di questa piccola cittadina è stata la sua architettura con i suoi edifici coloniali ed i suoi splendidi templi che brillano di mille colori al calar del sole.

Il palazzo reale di Luang prabang

Nel buio ,che precede l’alba,invece,un solo colore squarcia il buio della notte:l’arancione delle tuniche dei monaci.

I laotiani da centinaia di anni scendono in strada per il Tak Bat la suggestiva cerimonia delle elemosine.

Una lunga fila di monaci con la loro veste arancione sfila davanti ai fedeli per raccogliere le offerte di cibo.

L’oro dei templi, l’arancione delle vesti dei monaci, il bianco dei frangipane il verde intenso di una vegetazione esplosiva si fonde con il silenzio e la tranquillità in cui il Mekong fa da cornice naturale a questa cittadina sospesa nel tempo rimarranno impressi per sempre nella mia memoria. 

Il Wat Xieng Thong Luang prabang.

Mo

Travel Tips:ho soggiornato in due hotel diversi perché sono ritornata a Luang Prabang per un’altra notte. Entrambi, seppur di livello diverso, sono da consigliare.

L’ Indigo House,carinissimo, si trova nella via principale di L.P. dove ogni sera si svolge il Night Market mentre lateralmente viene allestito il morning market dove cenare con soli 2 $. Ottima posizione e rapporto qualità-prezzo.

Se poi vi volete concedere una notte in un hotel di charme il Maison Dalabua,bellissimo! Colazione super!

Una dritta: si può ottenere un ottimo prezzo contattando direttamente l’hotel.

Un localino delizioso per sorseggiare una birra o cenare è Utopia.Disseminato di comodi cuscini giganti e colorati con vista fiume rende questo posto unico assolutamente da non perdere.

Escursione alle Grotte Pak Ou,un santuario buddista e le Cascate Kuang Si

Le tappe di oggi sono due.

Navighiamo il Mekong alla scoperta di Pak Ou,delle Grotte sacre con miriadi di statue di diverse dimensioni che rappresentano Buddha. 

Scivolare con la nostra piccola imbarcazione in legno sul fiume mi ha catapultato in una realtà completamente differente.

Ammiro incantata il ritmo lento della vita dei locali lungo le rive del fiume: bambini nudi che si fanno il bagno, donne che lavano i panni, uomini che pescano.

Il Mekong mi ha conquistato.

Il luogo è suggestivo ma si è trasformato in un’attrazione turistica e questo toglie sicuramente qualcosa alla bellezza del luogo.

Comunque  è un’escursione da fare se siete a Luang Prabang perché solo la navigazione del Mekong è già di per sé un’esperienza incredibile.

Travel tips: per le Grotte Pak Ou si può decidere di andare automamente affittando una barca o affidarsi ad una delle tante agenzie turistiche lungo il corso principale.

La giornata non si è conclusa….ci aspetta un tuffo nelle acque turchesi e cristalline delle Cascate Kuang Si e la visita al centro adiacente al Sun Bear Rescue,un centro di recupero degli orsi selvatici.

Non ho un ricordo particolarmente piacevole perché era affollatissimo.Meglio fare un’alzataccia ed andare di mattina presto.

Il momento migliore per godere pienamente in pace questo posto.

Cascate Kuang Si

Travel tips: kuang Si: si può raggiungere da Luang Prabang in un’ora circa in tuk tuk, come abbiamo fatto noi “mangiando” polvere e  sobbalzando ad ogni buca o meglio con un songthaeaw che parte solo dalla via centrale quando si riempie e ci impiega 50 minuti.

Un giorno a Muang Noi, un piccolo paradiso

Il nostro viaggio prosegue in direzione di Muang Noi e dopo circa 3h/4(dipende se ci sono delle frane e devi aspettare, così come è capitato a noi) si conclude a Nong Khiaw.E’ stato impegnativo,ma con spirito di adattamento e tanta voglia di esplorare si trasforma tutto in un’esperienza di cui ricordo solo tante risate.

Da Nong khiaw prendiamo il solito tuc tuc che ci porta al molo e da lì si schiude ai miei occhi un panorama mozzafiato.

Montagne di un verde brillante si adagiano su un denso fiume, quasi immobile, dal colore cioccolato ,il Nam River che percorriamo nella nostra piccola e precaria imbarcazione che si dirige verso Muang Noi.

Questo piccolo villaggio di una manciata di casupole e pochi abitanti mi ha regalato una valanga di emozioni, difficili da descrivere.

Muang Noi ha poco da offrire.Trekking,visita di piccoli villaggi o delle escursioni in canoa.Ma è il luogo ad essere magico da cui con difficoltà mi sono separata.

E’ il  posto ,insieme a Don Khone e Luang Prabang, che mi ha colpito di più per l’atmosfera che si respira.

Ai confini della realtà.

Solo calma,silenzio e pace. 

Vista da Muang Ngoi

E tanto stupore e meraviglia che,esistono al mondo posti ancora così.

Altro regalo immenso di Muang Noi Neua è stato assistere ad una toccante Tak Bat.

Nulla a che vedere con quello oramai troppo turistica di Luang Prabang.

Il Tak Bat a Muang Ngoi Neua in Laos

Info:per arrivare da Luang Prabang a Muang Noi Neua bisogna prima arrivare a Nong Khiaw.Si può prenotare  un minivan collettivo in una delle tante agenzie della città. Il viaggio si conclude alla  stazione degli autobus appena fuori Nong Khiaw e da lì si può proseguire a piedi oppure pagare un tuctuc fino al molo. Il costo del biglietto è stato di 70.000 Kip e si parte alle 9:00.

Una sosta di una notte a Nong Khiaw

Tappa di passaggio Nong Khiaw a me non è piaciuta, nulla a che vedere con Muang Noi Neua.

La cosa più bella che ho ammirato:un tramonto da cartolina.

Da vedere il tramonto da Nong Khiaw

Travel Tips: se potete evitare saltatela e magari rimanete di più a Muang Noi Neu.

Una sosta di una notte a Pahkse, la porta del Sud meridionale

Oggi si vola con LaoAirlines in direzione di Pahkse.

Phakse,ammettiamolo, è piuttosto anonima ma è stata scelta non certo per la sua bellezza ma perché tappa obbligata per chiunque voglia visitare il sud.

Un giretto in mototaxi con sosta al mercato locale ci per renderci conto che la città non ha nulla da offrire e un brain storming veloce ci spinge dentro un’agenzia per programmare il giorno successivo un’escursione all’Altopiano Bolevan.

Il mercato di Pakse città del Laos

Travel Tip:dormire e cenare al Pakse Hotel Restaurant. La sera si cena in una piacevole terrazza sorseggiando l’immancabile Beerlao.

Escursione all’altopiano Bolevan,terra di cascate e piantagioni di caffè e tè

Un’escursione alla scoperta dell’Altopiano del Bolevan in compagnia di un driver tanto gentile quanto poco comunicativo per il suo limitato inglese. La nostra comunicazione, infatti si è limitata a qualche sorriso e pochissime frasi d’inglese.

Cosa mi è piaciuto di più del Bolevan?

Devo confessare,avendo già visitato piantagione di caffè e te in altri luoghi nel mondo quelle del Bolevan non mi hanno entusiasmato.

Di questa giornata ricorderò:la cascata Tad fane in cui due corsi d’acqua si uniscono per un salto spettacolare di oltre 100 metri.

Cascata Tad Fane in Laos

I più coraggiosi si avventurano nello Skip Line.Io ero molto tentata ma ho desistito. Me lo dico io stessa…..Fifona!

Ed un ristorante molto suggestivo sulle rive del fiume dove ci siamo fermati l’Houay Champy Restaurant.

Metto una foto perché il posto è unico.Solo locali,nessun turista occidentale tranne noi.

Ristorante Houay Champy

Addirittura un laotiano ha voluto farsi una foto con noi.

Probabilmente perché non aveva mai incontrato un turista occidentale.

Travel Tip: se decidete di esplorare l’Altopiano del Bolevan soggiornate al Tad Fane Resort piuttosto che a Pakse, un resort in posizione spettacolare sopra le cascate di Tad Fane.

L’escursione è durata circa 10 ore dalle 8,30 alle 18,30 e con l’agenzia abbiamo concordato anche il transfer per arrivare a Champsak.

Tre notti a Champasak per ammirare il Wat Phu

Trascorriamo tre giorni a Champsak in occasione del Festival Wat Phu,grande festa religiosa, che viene celebrata ogni anno nell’ antico complesso religioso khmer del Wat Phu a Champasak.

Quando ho scoperto che potevo combinare il mio viaggio in modo di assistere al festival ho fatto di tutto per vivere questa festa.Ero elettrizzata al pensiero di poter partecipare ad un festival buddista.

Ma,ahimè, sono rimasta delusa.

Il sito è bello,seppur piccolino ma questo festival lo ha trasformato in un grande parco di divertimenti con bancarelle e musica a tutto volume.Non parliamo della sporcizia.Terribile!

Vat Phou illuminato per il festival di Champsak in Laos

 

Monaco al festival Wat Phou

Champask invece è un piccolo villaggio con un fascino tutto suo. Ci siamo affittate le bici e siamo andate in giro senza una meta precisa.

E’ stata una passeggiata all’insegna dell’ “umanità” con i bimbi che allegramente ci salutavano,monaci nei templi che consumavano il loro pasto ed un gruppo di laotiani che non ha esitato di invitarci a bere con loro una birra.

Monaci che consumano il pranzo in un tempio di Champsak

Tre giorni alle 4000 isole,un paradiso tutto da esplorare

Un bellissimo dolce far niente,proprio sul confine della noia, con il sole che si adagia sul Mekong e che regala tramonti da cartolina.

Si Phan Don,o le  4.000 islands soprannominate così perchè durante la stagione secca il Mekong si ritira ed emergono miriadi di piccole e grandi isolette. è un luogo unico.

Le isole più grandi sono tre:Don Khong la più grande,Don Det meta di backpapers e Don Khon la più autentica.

A Don Khon le strade non sono asfaltate, non circolano motorini.

Solo qualche guesthouse ed una manciata di casupole e qualche negozietto.Questa è Don Khon ma in questo risiede tutto il suo fascino.E’ un luogo che ti tocca l’anima,che ti fa riscoprire la pace ed il silenzio.

Due settimane in Laos

Invita a ricongiugersi alla natura riscoprendo i suoi ritmi ed i suoi suoni: il canto del gallo, il fruscio del vento,il canto degli uccelli  ed il rumore del fiume che scorre creando una melodia che sarà la colonna sonora di questi tre giorni trascorsi a Don Khone.

Travel tips: Consiglio un posto dove dormire veramente particolare il Sala Done Khone. Una deliziosa villa in stile coloniale francese con dei bungalow sul fiume. Io ho dormito nel bungalow sul Mekong.Dal terrazzino ho scattato mille foto ai meravigliosi tramonti sul Mekong.

BUONO A SAPERSI

In Laos: Come?

Dall’Italia non ci sono compagnie aeree che offrono voli diretti quindi la migliore soluzione è acquistare un biglietto per Bangkok e poi proseguire con altre compagnie per arrivare in Laos.

La nostra soluzione:

Noi abbiamo scelto di volare con Air Itay per Bangkok e poi prendere la Thai Smile (la low cost della Thai) per Luang Prabang ,la nostra prima tappa.

Questa soluzione in termini di tempo e di costi è risultata la migliore. L’Air Italy è una buona compagnia e i prezzi sono spesso competitivi, la consiglierei. Noi abbiamo preso un volo diretto con scalo a Milano da Palermo.

Quando andare

La stagione secca da novembre a febbraio è il periodo migliore per visitare il Laos.

Noi abbiamo scelto febbraio piove poco e non fa eccessivamente caldo. E’ il periodo ideale.

Visto per il Laos

Per entrare è necessario un visto turistico che costa 35 ed ha una durata di 30 giorni. Si può fare direttamente all’aeroporto presentando il passaporto in originale ed il modulo di richiesta del visto disponibile presso i posti di confine del Laos o scaricabile qui con due foto formato tessera.

Nel caso dimenticaste nessun problema per pochi dollari provvedono a scansionare la foto sul vostro passaporto.

Quanto “mi costi” Laos

Molto poco, un viaggio low cost in Laos è veramente possibile.

Alloggi: per un ostello spenderete 7-10 dollari a notte; per una Guest House dai 10 ai 15 dollari e per un Hotel nelle grandi città dai 30 ai 60 dollari a notte per persona.

Pasti:se decidete di mangiare al mercato si spende dai 2-4 dollari a pasto mentre se vi volete concedere una cena completa in un ristorante massimo 20 dollari a pasto.

Trasporti:muoversi in Tuk Tuk nei luoghi costa veramente poco. Dai 2 a 3 dollari

Moneta

La moneta del Laos è il Kip Laotiano.Un Euro equivale a 10.000 Kip.

E questo cambio può generare parecchio confusione che aumenta perché non esistono monetine.Vi può capitare,quindi di pensare di avere pochi o troppi soldi …….fateattenzione quando effettuate delle transazioni!

In Laos è abbastanza facile trovare bancomat per ritirare i soldi nelle città più grandi mentre nei centri più piccoli sempre fare una scorta di contanti.

Cosa ho conservato del Laos nella valigia dei miei ricordi

I sorrisi dei bambini, i tramonti infuocati sul Mekong, i ritmi dolci e rilassanti della vita locale.

E tante emozioni che ho descritto nel mio post Laos:immagini ed emozioni di un viaggio speciale

 

 

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Italia

Siciliana, viaggiatrice per passione, lettrice instancabile, amante degli animali. Superati gli “anta” già da un po’ mi piace ancora giocare. Balocchi preferiti: un taccuino per annotare tutti i miei vagabondaggi, una macchina fotografica per i miei scatti insoliti e un vecchio zaino azzurro e giallo compagno fedele di tutte le mie esplorazioni intorno al mondo.

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